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| Lady Gaga |
La bellezza, si sa, è stata ed è oggetto di profonda riflessione. Baumgarten, Kant, Schelling sono solo alcuni dei nomi di coloro che nei secoli scorsi si cimentarono in quella particolare branca della filosofia che prese il nome di "estetica" e che ebbe come suo scopo principe quello di definire ed indagare il sentimento di innamoramento e morbosa tensione nei confronti dell'armonia e del bello, inteso nella sue plurime accezioni come giudizio di gusto.
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| Paolina Borghese come Venere vincitrice, Canova |
Tra la fine dell'800 e i primi anni del '900, poi, prese piede una corrente filosofico-estetica che vide in Rosenkranz il suo capostipite e che venne denominata "estetica del brutto": partendo dall'assunto che l'arte fosse diretta espressione del suo tempo, tale teoria sosteneva che le manifestazioni artistiche del XX sec non potevano che essere mostruose, dato il momento storico di generale spaurimento della più totale assenza di valori. La corrente di Rosenkranz diede adito alla nascita di molte delle avanguardie che ancora oggi sono studiate con particolare rilevanza.
| Una delle opere di Picasso |
Il '900, invece, in modo particolare la sua seconda metà, ha sradicato l'accezione originaria del termine "estetica", legandolo alla bellezza e alla cura della persona ed affidando all'immagine del corpo un'importanza via via più solida e radicata nel comune sentire. Vestiti sartoriali per gli uomini e trucco, parrucco e abiti di ispirazione francese per le donne divennero via via i must-have di una società in cui l'apparire stava ovviamente divenendo più importante che essere. E così, nel nostro bel Paese, fino agli anni '80 era consuetudine comprare "il vestito buono", magari pagandolo a rate mensili, che desse l'impressione di una certa ricercatezza e di un determinato status sociale.
L'estetica del brutto era ancora appannaggio degli intellettuali e dei giovani che, attraverso un modo di vestire fuori dalla moda del momento, avevano il bisogno di comunicare un messaggio socio-politico forte ed evidente. Ebbene, sarà che i tempi scuri in cui versiamo non aiutano, sarà che lo stato d'animo vigente ci induce alla praticità più che all'accordo armonico di forme e colori ma sembra che oggigiorno la teoria di Rosenkranz si faccia sempre più attuale e dilagante. L'estetica del brutto rinasce più forte ed intrinsecamente complessa di prima, invadendo i nostri armadi, le nostre strade, il nostro senso del gusto.
Non parlo della moda nel senso più alto del termine che, mutevole per sua natura, sperimenta necessariamente nuove vie, alcune più fortunate di altre. Parlo di quel che Weber aveva definito come una delle sue necessarie conseguenze: la tendenza da parte della "massa" (so che non è il termine più adatto e sensibile, ma è quel che il sociologo tedesco aveva usato all'epoca) di emulare coloro i quali, appartenendo al gradini sociali immediatamente superiori, hanno maggiore capacità di discernere tra una serie di proposte estetiche, definendo in tal senso uno stile, un gusto, un mood.
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| Due ragazzi punk |
Dovremmo forse credere che il bisogno di emulazione sia caduto? O che gli stessi emulati siano a loro volta emulanti di una crescente e inarrestabile ricerca del brutto?
| Diane Pernet- famosa fashion blogger francese |
(... to be continued...)




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